Diario

Sotto la luce nuova: Angelo Migone & C. nella Milano dell'elettricità

Gli uffici di Angelo Migone & C. a Corso Loreto, Milano, 1898
Gli uffici di Angelo Migone & C. a Corso Loreto, Milano, 1898. Fotografia Guigoni & Bossi per O. Miraghi. Originali nell'Archivio della Fondazione Migone.

Gli uffici Migone su Corso Loreto, fotografati nel 1898: lampadari elettrici al soffitto, uomini e donne fianco a fianco alle scrivanie (ancora tutt'altro che scontato) e, a guardare bene, una figura al telefono. Non sono dettagli casuali. Sono il ritratto di un'azienda radicata in una città che, quindici anni prima, era diventata la prima nell'Europa continentale a dotarsi di una centrale elettrica pubblica.

I primi esperimenti milanesi di illuminazione elettrica risalgono al 1877, quando l'ingegnere Giuseppe Colombo installò in Piazza del Duomo un faro elettrico di prova. Il risultato fu deludente rispetto all'illuminazione a gas già in uso, e altri tentativi seguirono nel 1879 e nel 1881, quest'ultimo in occasione dell'Esposizione Nazionale di Milano, con lampade ad arco installate in Galleria Vittorio Emanuele II. Migone era tra gli espositori quell'anno e tornò a casa con una medaglia: la casa e la nuova luce a competere per l'attenzione nelle stesse sale.

La svolta arriva dopo che Colombo visita l'Exposition Internationale d'Electricité di Parigi, nel 1881, e poi si recita a New York, nell'agosto del 1882, per studiare di persona la centrale di Edison a Pearl Street e organizzare la fornitura di macchine elettriche. Il 28 giugno 1883 viene inaugurata a Milano, in via Santa Radegonda, a pochi passi dal Duomo, la prima centrale termoelettrica italiana: la prima d'Europa continentale, dopo quelle di Londra (Holborn, giugno 1882) e di Manhattan (Pearl Street, settembre 1882).

La centrale alimenta da subito i negozi eleganti sotto i portici di Piazza del Duomo e della Galleria, tra cui il Caffè Biffi e i magazzini Bocconi, oggi La Rinascente, e il Teatro Manzoni. Dalla fine del 1883 la centrale illumina anche il Teatro alla Scala, rendendolo il primo teatro lirico al mondo a essere illuminato dall'elettricità. Il 26 dicembre, per la prima de "La Gioconda" di Ponchielli, il pubblico assiste allo spettacolo sotto 2.450 lampadine per la prima volta nella storia. Vale la pena notare una coincidenza: il Teatro alla Scala aveva aperto le sue porte nel 1778, lo stesso anno in cui Angelo Migone aprì la sua bottega. Centocinque anni dopo, entrambe le istituzioni si ritrovarono all'avanguardia di una nuova epoca. La centrale di Santa Radegonda resterà in funzione fino al 1926, quando l'edificio sarà demolito per costruire il cinema Odeon.

Anche il telefono arriva a Milano in quegli stessi anni, e in anticipo persino sulla luce elettrica: il 30 dicembre 1877 i fratelli Gerosa realizzano il primo collegamento telefonico italiano, tra la sede dei Pompieri Civici a Palazzo Marino e il deposito della Società Anonima degli Omnibus, fuori Porta Venezia. Nel 1884 i diversi operatori milanesi si fondono nella Società Telefonica Lombarda.

Quando, nel 1898, qualcuno fotografa gli uffici di Corso Loreto, lampioni e fili del telefono sono già un dato di fatto urbano: la stessa città in cui Casa Migone vendeva i suoi profumi si stava, letteralmente, illuminando e collegando.

← Torna al Diario